La gestione dello stress in situazioni di emergenza

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La psicologia dell’emergenza ha come oggetto quell’insieme di conoscenze e strategie efficaci finalizzate a dare supporto a individui e collettività che si trovano ad affrontare eventi particolarmente minacciosi e devastanti. Tale intervento è inteso temporalmente in un prima (previsione/prevenzione), durante (fase dell’evento) e dopo (recupero, riabilitazione e cura) l’evento potenzialmente traumatico.

 

Un evento traumatico (critical incident) è secondo la definizione di Mitchell e Everly “qualunque situazione capace di esercitare nell’individuo un impatto fortemente stressante, tale da annientare i meccanismi di coping (di adattamento) solitamente utilizzati” .

 

Utilizzo i saperi teorici e i metodi di intervento non solo con le Organizzazioni Non Governative (ONG), ma anche con pazienti singoli che si trovano a vivere un evento altamente drammatico, in prima persona o come testimone (incidente, violenza domestica, abuso psicologico, violenza sessuale, attacco fisico, rapina, venire a conoscenza della morte o malattia grave di un proprio caro…).

 

Spesso tali esperienze traumatiche si strutturano in sintomi da disturbo acuto da stress (ASD) o da disturbo post traumatico da stress (PTSD).

 

Se da una parte gli interventi in psicologia dell’emergenza tendono al ripristino di un equilibrio rotto o incrinato dall’evento traumatico, dall’altra tendono a rafforzare il meccanismo evolutivo di resilienza inteso come capacità di rispondere a situazioni avverse generando adattamento e sviluppo (Grotberg, 2001).

 

Demobilization, Defusing e Debriefing sono tre principali strategie di intervento in contesti di emergenza.